venerdì 15 giugno 2012

Sì al profilattico? Piano, è soltanto il minore dei mali

Dal "Giorno" 21 / 04 / 06

ETICA E SESSO:

Un distinguo sulle parole del cardinal Martini sul condom anti Aids



di ALESSANDRO MAGGIOLINI



Sì al profilattico? Piano, è soltanto il minore dei mali



Che sia un cardinale ad ammettere il profilattico nei rapporti sessuali tra
persone di cui almeno una è malata e contagiosa, può risultare strano. E strano
lo è. Per stare ai fatti: sull'Espresso di oggi il cardinal Martini ammette che
l'uso del profilattico sarebbe consentito almeno in caso di malattia
trasmissibile: Il motivo di questo che potrebbe apparire una specie di permesso
etico consiste nel fatto che si sceglierebbe il male minore rispetto alla
continenza assoluta. Le risposte morali vanno collocate nel contesto in cui sono
pronunciate. Sarebbe sconsideratezza che una affermazione di questo genere fosse
pronunciata in una predica generica o pubblicata in un volume di etica cristiana
magari divulgativa. E siamo alla solita questione che obbliga a distinguere i
fatti oggettivi dalle intenzioni soggettive. Situazioni trepide possono darsi -
e si danno - spesso quando sembra che due doveri configgano tra di loro: il
dovere di non trasmettere un contagio e l'opportunità di esprimersi sessualmente
in certe circostanze in cui sembra non si possa agire diversamente. Ma appunto:
un conto è un dovere; un altro conto è una opportunità a cui si può sostituire
l'astensione dall'atto coniugale. Il caso muta quando non si dà una educazione
alla sessualità che rispetti e promuova la persona a cui ci si unisce. Ma
allora, siamo ancora in campo morale? Si può parlare di lecito e di illecito, di
peccato o di atto almeno indifferente? Come si nota, la proposta etica va sempre
collocata in un contesto umano che tenga presente tutti gli elementi che lo
compongono: anche le dimensioni soggettive. Allo stato puro una fattispecie
morale può perdere l'intero significato morale. Ha il solo svantaggio di non
esistere come atto responsabile e consapevole. Sempre allo stato puro un
comportamento riprovevole può essere pienamente attribuibile al soggetto umano
come responsabilità e consapevolezza. Di mezzo c'è tutta una gamma che va dalla
malizia alla debolezza umana.

A questo punto ci si può chiedere se un settimanale non soverchiamente pio come
L'Espresso sia la sede opportuna per trattare questioni delicate come questa. Ci
si può chiedere ancora se chi legge ha l'abilità di distinguere l'aspetto
oggettivo e l'aspetto soggettivo del comportamento. Soprattutto se è un
cardinale a parlarne.

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